Mat…era in Basilicata

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Ci sono luoghi che la geografia politica dice non ci appartengono, si può, però, attraversare un confine senza avvertire particolari sobbalzi fisici, il percorso è talmente liscio come se effettuato a bordo di un tappeto srotolante che raggiunge la completa apertura appena ci si sente a casa, sia essa casa paese, provincia, regione, forse anche casa nazione.

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Si chiama Bianca

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Le sere di porpora son quelle che avvolgono la pelle di Bianca e in cui si mimetizzano le altre pelli colorate d’estate. Quelle sere sono la nuca del bianco con occhi che esplorano i tanti colori della città, le sue arti, l’ascolto di lingue disparate, dei passi di chi sale e di chi scende lungo il basolato scosceso.

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LegAmi a canestro

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8 spicchi dalla buccia arancione compongono una sfera che gira sul parquet  tra la palla a due e il suono dell’ultima sirena. Ha la consistenza del globo perché gli spicchi sono quartieri pieni di uomini e delle loro scelte dalle tante tinte. Abitanti tutti con lo stesso timbro di voce percosso e ripieno di agitazione, come l’effetto del pallone  poliglotta quando rimbalza sul terreno di gioco. Il palleggio all’altezza del cuore è la trasmissione di scariche di passioni. I voli a canestro sono i viaggi più semplici e dalle emozioni, sempre le stesse, sempre forti. Il time out è il tempo tra padre e figlio, il viaggio diverso, di ricerca, esplorazione, comprensione, empatia. E’ la scoperta della compassione e della responsabilità. Il più piccolo coach si abbandona ai passi, ai passaggi, all’ardore del papà salito a bordo dello spicchio ormeggiato in Adriatico.

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TrenInGiro

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Treno con 25 posti viaggia di giorno fino a notte fonda alla velocità dei pensieri. Round & round, up & down sulla più bassa dorsale adriatica, dove l’orizzonte nord e quello sud sono il finis terrae in cui si perde il suono inox. Vano motore di acciaio lucido e inodore, con capotreno e capostazione insieme viaggiatori spediti che annullano la distanza tra l’istante e il minuto, per il rinascimento della frazione di tempo e di luogo.

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Sento una rondine parlare

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Tante cinguettano in volo lungo lo spartiacque mentre fermo sul quel confine in attesa di un altro bocciolo ad Alberobello. Da una parte i trulli esposti tra strette arterie inclinate dal peso dei colori pugliesi che riempiono case e negozi museo, canali in cui scorre a voce molto bassa sangue diverso con capelli biondi e scuri accanto a coni canuti dalle tinte autentiche.

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Un mosaico di voci

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Terra è femmina davvero, si può resisterle e ci si può far male. Il fard è il fertilizzante di bellezza espressa in ogni sua regione, luoghi della seduzione e di sudori diversi. Il volto dorme a vista per metà, l’altra ti entra già dentro lungo il percorso inverso dell’ombra. Creatura fatale su cui crocifiggersi. Se morta, la morte è tentatrice su un letto che si crepa per poi sbriciolarsi. La sua superficie grida alla vita continuando a rassodare il suo peso e a far più dura l’eccitazione. La corteccia è di chi gli alberi li abbraccia quando vivi e li riconosce quando abbandonati dalla tempesta.

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Rosa di Pietra

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Grande quanto un’aiuola che nessuno calpesta, vano il tentativo di 3 giovanissimi profanatori seduti che provano così a smuovere i petali agitando l’aria con le gambe, quasi a voler accelerare il percorso che compie la rosa di pietra verso l’altare originario. Il ritmo incessante dei loro passi aerei è stato seguito da diverse decine di persone in cui è fiorita un’altra consapevolezza, che compone una più grande aiuola che si vieta di essere calpestata. Fiori da fiore alcuni seduti e altri in piedi per un nuovissimo rito, sacro, laico, pagano che appaia, ma certamente nuovo. Che sia un’invenzione o una scoperta per alcuni e riscoperta per altri, è il potenziamento della data del calendario in cui fiorisce l’estate a Carovigno e defibrilla il suo cuore di pietra.